Ameera Mohamed Saleh Abd AlJalil Ahmed Mohamed (Ameera AlQashami)
Arrestata in Bahrein

Ameera Mohamed è una donna donna di 36 anni, ha lavorato come ragioniera presso l’”American Mission Hospital” prima della sua detenzione illegittima. Era tra coloro che hanno preso parte ad un evento popolare che chiedeva riforme e la difesa dei diritti degli attivisti. Ameera crede che sia stata arrestata e torturata in parte per far pressione su suo padre e suo fratello durante i loro interrogatori. È stata condannata a un processo di massa illegittimo, e sotto la legge antiterrorismo del Bahrein, conosciuta per essere ampia ed ambigua.

Alle 9:00 del 9 febbraio 2017, due auto della sicurezza statale, otto Jeep della polizia antisommossa e un autobus hanno circondato la casa dei genitori di Ameera a Barbar, nella parte settentrionale del Bahrein. Degli ufficiali mascherati in borghese hanno fatto irruzione in casa senza un mandato di perquisizione o di cattura. Hanno detenuto la madre di Ameera in cucina mentre lei non era presente. Intanto, gli ufficiali in uniforme della polizia sono rimasti fuori dalla casa. Al loro arrivo, Ameera e sua sorella hanno chiesto spiegazioni sulle motivazioni del raid. Gli ufficiali hanno informato le due donne che erano lì per arrestare dei criminali ricercati.

Quindici minuti dopo che Ameera e’ stataautorizzata ad entrare in casa e vedere sua madre, gli agenti l’hanno arrestata senza un mandato e senza presentare alcuna accusa. Quando sua sorella ha chiesto il motivo dell’arresto di Ameera e di vedere il mandato di arresto, un poliziotto ha risposto che non ne aveva bisogno. Ameera e’ stataspinta con forza sul bus. Anche suo padre e suo fratello sono stati arrestati non appena sono tornati a casa.

Dodici ore dopo, Ameera ha chiamato la sua famigliaper direloro che era stata portata alla “Criminal Investigations Directorate” (CID) e che non era ancora stata informata delle accuse contro di lei.

Gli ufficiali del CID hanno ammanettato Ameera in una posizione dolorosa in una stanza buia per due giorni, durante i quali non è stata in grado di muoversi o pregare. Un ufficiale ha minacciato di tagliarle la testa e le ha detto che non avrebbe mai più rivisto la sua famiglia o i suoi figli se non avesse detto loro la verità. L’11 febbraio Ameera ha lanciato uno sciopero della fame e ha rifiutato il cibo quando gli agenti hanno tentato di forzarla a mangiare. La protesta è durata fino a quando non è stata trasferita nel centro di detenzione preprocessuale di Isa Town la notte stessa.

Il 13 febbraio, Ameera è stata trasferita all’Ufficio della Pubblica Accusa (Office of the Public Prosecution – OPP) dove è stata interrogata senza il suo avvocato. Durante il suo interrogatorio, ha negato ogni accusa. E” rimastanell’edificio ammanettata fino alle 22:00. All’Ufficio della Pubblica Accusa, le guardiel’hanno costretta a vedere suo padre in catene eascoltare la voce di suo fratello mentre veniva torturato.

Le guardie carcerarie quindi hanno fatto pressione su Ameera per firmare una dichiarazione senza fargliela leggere. Quando lei ha insistito per poterla vedere, gli ufficiali le hanno fatto leggere solo l’ultima pagina, che dichiarava: “Io rifiuto tutte le accuse e non so nulla su di loro”. Ameera alla fine ha firmato dopo aver ricevuto ulteriori minacce. Il 15 febbraio, Ameera è stata accusata di aver ospitato fuggiaschi e di essersi unita ad una cellula terroristica. Le è stato ordinato di rimanere in detenzione per 45 giorni in attesa di indagini.

Ameera non è stata in grado di contattare il suo avvocato per tre mesi da dopo il suo arresto. Il 31 gennaio 2018, è stata condannata con un processo di massa di 60 persone, a cinque anni di carcere con l’accusa di ospitare un latitante. In appello, la sua pena è stata ridotta a tre anni di carcere, il 28 gennaio 2019. Attualmente è detenuta nella prigione di Isa Town.

Alla famiglia di Ameera è stato permesso di visitarla solo un mese dopo il suo arresto. Durante la detenzione nel centro femminile di Isa Town, Ameera è stata attiva nel protestare contro le pessime condizioni carcerarie. Nell’ottobre 2017, Ameera ha lanciato uno sciopero della fame di cinque giorni insieme a quattro compagni di prigionia, durante i quali ha rifiutato qualsiasi trattamento nonostante il deterioramento della sua salute.

Ameera è attualmente detenuta nel carcere di Isa Town. Il 6 maggio 2019, la Corte di cassazione ha confermato la condanna di Ameera. Ora ha esaurito tutti i rimedi legali a sua disposizione.

 

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