Dr. Abduljalil al-Singace
Arrestato in Bahrein

Abduljalil al-Singace è un attivista per i diritti umani, un ingegnere, un blogger e un membro del gruppo di attivisti “Bahrein 13”, un collettivo di promotori di diritti umani e democrazia arrestati dal governo del Bahrein per il loro ruolo svolto durante le proteste pacifiche del 2011. Al-Singace è affetto da una paralisi sin dall’infanzia e si affida ad una sedia a rotelle per i suoi spostamenti. Il Dottor al-Singace è stato professore e capo del dipartimento di Ingegneria Meccanica all’Università del Bahrein fino al 2005, quando è stato sommariamente dismesso dalla direzione dell’università presumibilmente su diretta richiesta del Primo Ministro. Al-Singace è stato anche membro della “Bahrain Academic Society”, direttore del “Human Rights Bureau” e portavoce per “Haq Movement of Liberty and Democracy”, un’organizzazione politica d’opposizione con sede nella comunità sciita. In aggiunta a ciò, Abduljalil al-Singace ha utilizzato il suo blog Al-Faseelah per postare news, reports sui diritti umani, video e articoli pubblicati da lui o da altri, tutti con l’obiettivo di criticare la mancanza di libertà in Bahrain. 

Il Dottor al-Singace sta attualmente scontando un ergastolo sentenziato da un tribunale militare il 22 Giugno 2011. La sentenza è stata successivamente confermata dalla Corte di Cassazione il 7 Gennaio 2013. 

È stato arrestato due volte prima delle proteste contro il governo del 2011 con l’accusa di aver partecipato a “un complotto terroristico” e per aver “incitato odio contro il regime”. Le autorità lo hanno arrestato ad Agosto 2010 nell’aeroporto internazionale di Manama, immediatamente dopo il suo ritorno da una conferenza tenutasi alla Camera dei Lord a Londra (durante la quale ha criticato il governo e le sue pratiche contro i diritti umani). Dopo essere stato mantenuto in isolamento fino a Febbraio 2011, le autorità lo hanno arrestato nuovamente il 17 Marzo 2011. Nel Giugno 2011 il tribunale militare lo ha condannato all’ergastolo per aver complottato contro il governo. 

Durante il soggiorno in prigione, le autorità hanno sistematicamente negato ad al-Singace i regolari trattamenti medici necessari per la sua sindrome da post-polio, in aggiunta ai mancati interventi chirurgici di cui necessitava successivamente alle torture fisiche subite nel 2011. Al-Singace ha un orecchio infetto, soffre di vertigini e ha difficoltà respiratorie. Soffre di una sindrome post-polio che gli ha provocato una paralisi e lo ha costretto a utilizzare una sedia a rotelle. Da quando è stato incarcerato, la salute di al-Singace è improvvisamente deteriorata, ad esempio ha dei valori bassi nei globuli bianchi e del potassio, in quanto le autorità carcerarie gli hanno impedito di usufruire di una cura adeguata. Le autorità carcerarie si sono anche rifiutate di fornirgli dei tappi di gomma per le sue stampelle, causando diverse cadute sui pavimenti della prigione, seguiti da prese in giro da parte dei dipendenti della prigione. Durante la sua detenzione il Dottor al-Singace ha sostenuto diversi scioperi della fame per protestare contro le punizioni collettive usate in prigione, le torture, le umiliazioni e in generale, il peggioramento delle condizioni del carcere. 

 

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