Mahmood Marzooq Mansoor
Arrestato in Bahrein

Nel Marzo del 2017, Mahmood Marzooq Mansoor, cittadino Bahreinita di 29 anni, è stato accusato di aver impiantato delle “bombe finte” nella zona sud-ovest della città di Manama ed arrestato dalle forze di sicurezza del Bahrein.

Le accuse sono state rigettate dall’uomo, che ha dichiarato di esser stato costretto con la forza a confessare alle autorità di sicurezza. Mahmood Marzooq Mansoor è il cugino dell’attivista Sayed Ahmed Alwadaei. Dal 2016 le autorità del Bahrein hanno iniziato a perseguitare la sua famiglia e l’arresto di Marzooq ed altri suoi familiari – avvenuto mentre Alwadaei era a Ginevra per partecipare alla 34esima sessione del consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite –  è chiaramente una rappresaglia nei confronti del lavoro di attivismo di Alwadaei. Dopo mesi di processi, verdetti posticipati e nonostante la mancanza di prove forensi dell’accusa, Mahmood Marzooq é stato condannato a tre anni di prigione per false accuse di “aver impiantato delle bombe finte”. In aggiunta, Marzooq è stato anche condannato ad un mese e mezzo in prigione e multato di 100 dinari del Bahrein per il possesso di un pugnale. Inoltre, è stato torturato durante le interrogazioni e forzato a rilasciare false confessioni. A Gennaio 2019, il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’ONU ha dichiarato che Marzooq è detenuto arbitrariamente e in rappresaglia per l’attivismo di Alwadaei.

Il 25 Febbraio 2019 la Corte di Cassazione del Bahrein ha confermato la sentenza di tre anni per terrorismo.

Mahmood Marzooq rimane tutt’oggi in prigione presso la Prigione di Jau.

 

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