Mohamed Abdulla AlSankis
Arrestato in Bahrein

Mohamed Abdulla AlSankis è un cittadino del Bahrain di 53 anni. Ha precedentemente lavorato per il Ministero del Lavoro come tecnico di laboratorio. È stato arrestato nel 2012 senza un mandato e condannato a dodici anni e mezzo di detenzione. Il processo nei suoi confronti non rispetta gli standard internazionali sul giusto processo. Da quel momento, è stato detenuto arbitrariamente dalle autorità e gli è stata negata assistenza medica durante la sua detenzione.

Il 15 Maggio 2012, AlSankis è stato svegliato mentre dormiva nella stanza di casa sua da quindici ufficiali in borghese con il viso coperto, in maggioranza provenienti dal Commando Speciale Delle Forze di Sicurezza, i quali hanno fatto irruzione rompendo i vetri per entrare. Gli ufficiali hanno impedito ai familiari di entrare nella stanza dove Alsankis si trovava. Gli ufficiali lo hanno portato nel furgone parcheggiato davanti casa. Dopodiché, è stato vittima di violenza fisica e di abusi sessuali.

Dopo essere scomparso per circa una settimana, Alsankis ha potuto chiamare la famiglia a cui ha detto “Pace a voi, sono nel Consiglio Direttivo di Investigazione.” Subito dopo la linea è caduta. Alsankis è stato accusato di aver preso parte alla “February 14 Coalition”, di aver incitato dei giovani ad assalire gli ufficiali di sicurezza, e di assemblea illegale. Per queste accuse, Alsankis è stato condannato rispettivamente a cinque anni, dieci anni e sei mesi di prigione. La seconda condanna per aver incitato dei giovani è stata ridotta da dieci a sette anni durante un ricorso. Alsankis ha riportato che le autorità gli hanno negato di rivolgersi al suo avvocato e lo hanno condannato in contumacia per la seconda accusa. 

Il 15 Ottobre 2018, Alsankis ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’illegittimità della sua detenzione e del processo. Il 22 Ottobre, un’infermiera ha detto che era denutrito e necessitava un trattamento endovenoso. Le autorità carcerarie hanno risposto dicendo che gli era proibito di ricevere trattamenti finché non avrebbe finito il suo sciopero della fame. AlSankis ha finito il suo sciopero il 24 Ottobre 2018, perché il l’Unità Speciale di Investigazione (SUI) lo ha convocato. Mohamed al-Zubari, un ufficiale del SUI, lo ha incontrato e lo ha assicurato di aver ricevuto il suo messaggio e che avrebbe provveduto alle sue richieste. Il 29 Novembre, Alsankis ha chiamato e informato la sua famiglia del fatto che un membro del SUI voleva incontrarli. Il giorno seguente, suo fratello si presentò. Egli fece particolarmente pressione sull’accusa di incitamento dei giovani e chiese al SUI di assistere la famiglia. Tuttavia, l’ufficiale lo ha informato del fatto che non avrebbero potuto fare nulla. 

ADHRB ha denunciato la situazione di Alsankis, vittima di una condanna emanata tramite un processo illegittimo per i seguenti motivi: è stato arrestato senza mandato in violazione alla legge del Bahrain; è stato torturato per ottenere delle confessioni; gli è stato negato di consultare il suo avvocato e non è stato portato dinanzi ad un giudice dopo il suo arresto. La sua detenzione è arbitraria, in violazione all’articolo 9 del UDHR e dell’ICCPR. L’azione contro Alsankis viola il diritto internazionale, inclusa la Convenzione Contro la Tortura e altre Pene o Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti e la Convenzione Internazionale sui Diritti civili e Politici e la Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, di cui il Bahrain è parte. 

Alsankis rimane incarcerato nella prigione di Jau. Le autorità del Bahrain continuano a negargli i diritti fondamentali ed una assistenza medica dignitosa come strumento di tortura e punizione. 

 

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