Nabeel Ahmed Abdulrasool Rajab
Arrestato in Bahrein

Nabeel Rajab è uno dei più noti difensori dei diritti umani e ha investito un ruolo portante durante la Primavera Araba in Bahrein. Negli anni ha dovuto affrontare intimidazioni fisiche, arresti, detenzioni e divieti di viaggio come immediata conseguenza del suo lavoro di attivista e difensore. È stato condannato più volte in violazione dei diritti di assemblea ed espressione. 

Nabeel Rajab è uno dei fondatori del movimento per i diritti umani in Bahrain e una figura centrale per la difesa di questi, non solo nel suo paese natale, ma anche nell’intera regione del Golfo. A livello internazionale è coinvolto nella promozione di diverse campagne, promosse da ONG affini. È il presidente del “Bahrain Center for Human Rights” dal 2002 ed è uno dei membri fondatori del “Gulf Centre for Human Rights” (CG4HR) dal 2011, che ha fondato insieme al suo collega e difensore dei diritti umani Abdulhadi al-Khawaja. Rajab è anche attivo internazionalmente come vicesegretario generale della “Fédération Internationale des Droits de l’Homme” dal 2010, come membro del “Board of Advisors for the Middle East and North Africa division of Human Rights Watch” dal 2009 e infine come membro del “Arab working group for media monitoring”. 

Nabeel Rajab ha conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e Storia presso l’Università di Pune in India nel 1987. Ha iniziato il suo attivismo durante le rivolte degli anni novanta. Nel 2000, Rajab ha fondato assieme ad altri attivisti la “Bahrain Human Rights Society” (BHRS), una organizzazione non governativa e non-profit, la quale promuove i diritti umani e documenta gli abusi che avvengono in Bahrain. 

Dal 2003, Nabeel è anche uno dei fondatori del “Migrant Workers Protection Group”, il primo comitato per la protezione dei lavoratori migranti nei paesi del “Gulf Cooperation Council” (GCC). Nel 2009, è stato eletto presidente del “CARAM-Asia” per due anni, un network regionale che affronta problemi legati alla migrazione e alla salute.

Nel 2011 ha ricevuto il “Ion Ratiu Democracy Award”, rilasciato annualmente dal “Woodrow Wilson International Center for Scholars”.

Ad Agosto 2018, il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’ONU ha dichiarato che Nabeel Rajab e’ detenuto arbitrariamente e illegalmente.

    • Fondatore della Bahrain Human Rights Society (2000) 
    • Co-fondatore del Bahrain Centre for Human Rights (BCHR) con Abdulhadi al-Khawaja e Vice
    • Vicepresidente e direttore del International Relations (2002)
    • Fondatore del Migrant Workers Protection Group, primo comitato per i diritti dei lavoratori migranti all’interno del GCC. (2003)
    • Presidente del CARAM Asia (Migrant worker NGO) (2009-2011)
    • Membro del Middle East Advisory Board of Human Rights Watch (2009).
    • Vice segretario generale del Federation of International Human Rights for FIDH (2010)
    • Fondatore e Presidente del Gulf Centre for Human Rights (CG4HR) (2011)
    • Membro Arab working group for media monitoring. 

Nabeel Rajab è stato inizialmente arrestato il 2 Aprile 2015 per dei commenti scritti sul suo account Twitter riguardo gli attacchi aerei guidati dalla coalizione Saudita in Yemen e le accuse di tortura nella prigione di Jau. Il 13 Giugno 2015, le autorità del Bahrain lo hanno assolto e rilasciato per motivi di salute, tuttavia il procuratore non ha archiviato il caso e il 13 Giugno 2016 ha ordinato nuovamente il suo arresto per delle interviste televisive risalenti al 2015 e al Gennaio del 2016.  

Il 28 Dicembre 2016, dopo un’importante mobilitazione per il suo rilascio, la Corte Criminale di quinto grado di Manama ha acconsentito al rilascio temporaneo di Nabeel Rajab, dovuto alla mancanza di prove per confermare un nesso esistente tra lui e l’account Twitter, riguardo la vicenda dei tweets sullo Yemen e il carcere di Jau. Tuttavia, è stato sottoposto ad arresto nello stesso giorno, e subito rinviato al Pubblico Ministero per aver rilasciato delle interviste televisive. 

Il 15 Gennaio 2018 la Corte di Cassazione del Bahrein ha confermato una condanna a due anni di prigione per Nabeel Rajab dopo un ricorso presentato dal suo comitato di difesa per un caso legato alla sua partecipazione in due interviste televisive per le quali era stato condannato nel 2016.

Il 21 febbraio 2018, la Corte Criminale del Bahrein ha condannato Rajab a cinque anni di prigione per dei tweets relativi alla guerra in Yemen e alle torture sistematiche della prigione di Jaw. Nel Maggio successivo l’udienza è stata posticipata. Successivamente, nel Giugno 2018 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni per aver pubblicato un tweet sul ruolo dell’Arabia Saudita nella guerra civile in Yemen e sulle torture utilizzate nella prigione di Jau. 

Infine, il 31 Dicembre 2018, la Corte Suprema del Bahrain ha confermato la sentenza di cinque anni per Nabeel Rajab. 

 

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