Hasan Ali Saleh
arrestato in bahrein

Hasan Ali Saleh è un cittadino del Bahrein di 16 anni, arrestato nel 2018 senza un mandato durante un blitz in casa di suo padre. Hasan è stato arrestato con la forza, interrogato senza la presenza di un avvocato, torturato, condannato a sette anni di reclusione in un processo ingiusto. Rimane in detenzione presso il centro di detenzione preprocessuale di Dry Dock, la sezione della prigione di Jau riservata agli uomini sotto l’età di 21 anni.

Il mattino del 13 maggio 2018, ufficiali del governo vestiti in borghese ed indossando maschere, accompagnati da una squadra antisommossa ed altri ufficiali in uniformi gialle, hanno fatto irruzione in casa del padre di Hassan per arrestarlo. Aveva 15 anni. La polizia non ha giustificato la ragione dell’arresto, né ha fornito un mandato di perquisizione della casa. Hasan è stato trasferito presso la prigione di Jau per l’investigazione, sebbene credesse di essere presso il CID.

Le autorità hanno tenuto Hasan in isolamento per 15 giorni dopo l’interrogatorio. La sua famiglia non ha saputo che si trovasse presso il CID fino alla fine di giugno 2018.

Le autorità hanno tenuto Hasan in detenzione per 35 giorni, durante i quali gli è stato proibito avere contatti con il suo avvocato ed è stato interrogato senza assistenza legale. Hasan è stato bendato, ammanettato, percosso dagli ufficiali, e costretto a stare in posizione eretta per prolungati periodi di tempo. Hasan è stato torturato con l’intento di ottenere una confessione forzata che include la partecipazione di sommosse, possesso di bombe Molotov, ed è stato costretto ad ammettere di aver svolto ulteriori attività criminali.

Il 17 giugno 2018, Hasan è stato trasferito presso il centro di detenzione preprocessuale di Dry Dock nella prigione di Jau. Un ufficiale ha percosso Hasan, gli ha calpestato il volto con le scarpe, ed ha spruzzato spray al peperoncino sul suo volto. Lo spray è stato così devastante da aver causato vomito per un’intera notte. La famiglia di Hasan ha presentato un reclamo con l’Ombudsman, la quale non è stata informata di tutti gli abusi subiti dal figlio.

Il governo del Bahrein ha accusato Hasan di spionaggio, sebbene egli non fosse al corrente delle accusi fino a quando il suo avvocato lo riferì ai suoi parenti, i quali a loro volta informarono Hasan. La corte ha assolto Hasan da queste accuse il 16 ottobre 2018, mentre il suo avvocato fu informato di un altro caso che ha accusato Hasan di far parte della “February 14 Coalition” – un gruppo online di cittadini designato come gruppo terroristico dal governo. Hasan è stato inoltre accusato di aver vandalizzato la stazione di polizia di Sitra e di aver assalito degli ufficiali di sicurezza con delle bombe Molotov.

Hasan è stato condannato insieme ad atri 13 individui, e la corte non gli ha permesso di presentare prove in sua difesa, tantomeno di difendersi in corte. Il 27 dicembre 2018, la corte ha dichiarato Hasan colpevole di queste nuove accuse, in parte basate su confessioni forzate estrapolate da altri individui. Hasan è stato condannato a sette anni di reclusione, la revocazione della sua cittadinanza, ed una multa di 200 dinari. La sentenza di Hasan è stata confermata il 12 maggio 2019.

Hasan rimane attualmente in detenzione presso il centro di detenzione preprocessuale di di New Dry Dock.

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