Jawad Redha AlTarifi
Arrestato in Bahrein

Jawad Redha AlTarifi è un cittadino del Bahrein di 27 anni di età. A partire dal suo arresto arbitrario e dalla sua detenzione nel 2017, le autorità del Bahrein hanno torturato e maltrattato Jawad per motivi legati al suo credo religioso, e condannato in un processo ingiusto. Sta attualmente scontando la sua pena presso la prigione di Jau.

Il 13 dicembre 2017, ufficiali in borghese hanno arrestato Jawad nel suo luogo di lavoro senza un mandato né aver spiegato la ragione dell’arresto. Lo stesso giorno, intorno a mezzanotte, uomini a volto coperto, presumibilmente agenti della National Security Agency (NSA), hanno fatto irruzione nella casa di Jawad senza un mandato. Essi hanno danneggiato i mobili e gli interni della casa. Sono rimasti in casa per cinque ore.

Dopo il suo arresto, i media del Bahrein hanno esposto la foto di Jawad su diversi siti di notizie descrivendo le sue presunte attività terroristiche. Jawad non sapeva ancora niente circa le accuse nei suoi confronti. Le autorità del Bahrein hanno trattenuto Jawad per cinque settimane presso il Criminal Investigations Directorate (CID).

Gli ufficiali del CID l’hanno torturato per costringerlo a firmare una confessione. Jawad è stato vittima di maltrattamento, percosse, insulti verbali  e contro la sua religione. Inoltre, il personale della prigione non gli hanno permesso di comunicare con il suo avvocato fino alla prima seduta in corte.

Due mesi dopo il suo arresto, l’Ombudsman ha ricevuto molteplici reclami circa il blitz in casa di Jawad, la tortura subita e la confisca di oggetti in casa sua. Ad oggi, l’Ombudsman non ha ancora fornito alcuna risposta. Il 21 gennaio 2019, gli ufficiali del Bahrein hanno trasferito Jawad dal CID al centro di detenzione preprocessuale di Dry Dock, in attesa del processo.

Il 16 aprile 2019, il governo del Bahrein ha condannato Jawad per quattro capi d’accusa legati alle sue presunte attività terroristiche nel cosiddetto caso “Bahraini Hezbollah”, un processo di massa che ha coinvolto 169 individui. La corte ha utilizzato la confessione che Jawad è stato costretto a firmare, e condannato all’ergastolo e rimosso la sua cittadinanza, la quale gli è stata poi riconferita il 20 aprile 2019. La sua condanna è stata confermata il 30 giugno 2019.

Il 24 aprile 2019, Jawad è stato traferito dal centro di detenzione preprocessuale di Dry Dock alla prigione di Jau per scontare la sua pena.

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