Majeed Ahmed Habib Ahmed
Arrestato in Bahrein

Majeed Ahmed Habib Ahmed è un cittadino del Bahrein di 37 anni che è stato arrestato nel 2013. Le autorità del Bahrein lo hanno arrestato a casa sua (senza un mandato) per la sua presunta partecipazione ad una manifestazione. È stato sottoposto a tortura ed è stato condannato in seguito a un processo iniquo. Al momento è detenuto nella prigione di Jau.

Il 7 maggio 2013, alle 4:00 del mattino, agenti in borghese fecero irruzione nella casa di Majeed arrestandolo. Alla domanda sul motivo dell’arresto, uno degli ufficiali disse che Majeed aveva partecipato a una manifestazione il giorno precedente. Tuttavia, Majeed sostenne di aver passato la giornata a casa. Majeed venne informato che sarebbe stato portato al Criminal Investigations Directorate (CID) e che lo avrebbero rilasciato dopo due giorni. Tuttavia, gli agenti fecero sparire Majeed detenendolo per 15 giorni e impedendogli di avere qualsiasi contatto con il mondo esterno.

Durante la sua detenzione presso il CID, Majeed ha subito pesanti torture psicologiche e fisiche da parte degli agenti. Quest’ultimi lo hanno bendato, picchiato, gli hanno impedito di pregare e lavarsi e lo hanno obbligato a restare in piedi per lunghi periodi di tempo. Inoltre, gli agenti hanno minacciato di seviziare sua moglie. Majeed è stato obbligato ad indossare vestiti bagnati e successivamente è stato portato in una stanza molto fredda, con l’aria condizionata al massimo, nella quale è dovuto restare per tre giorni.

Le autorità hanno negato all’avvocato di Majeed il permesso di assistere il suo cliente durante tutto il periodo dell’indagine. Dopo essere stato torturato, Majeed ha dovuto firmare una falsa confessione e, il 21 maggio 2013 (15 giorni dopo il suo arresto) è stato è stato trasferito nel penitenziario Dry Dock.

Majeed è stato condannato a sei mesi di reclusione per aver partecipato ad un raduno illegale. Il 17 luglio 2014, alla sua condanna sono stati aggiunti di altri 15 anni con l’accusa di essersi unito a un gruppo terroristico e il tentativo di omicidio di un ufficiale di polizia. Dopo la sua condanna, è stato trasferito nella prigione di Jau, dove attualmente rimane. La sua condanna è stata confermata in appello, e di nuovo dalla Corte di cassazione nel settembre 2016.

Durante il suo periodo detentivo, Majeed ha vissuto in pessime condizioni e gli è stata negata la possibilità di incontrare un medico. Nell’aprile 2019, l’amministrazione della prigione di Jau ha tenuto Majeed in isolamento e lo ha privato delle cure mediche, sebbene soffrisse di emorragie agli occhi e alle orecchie e riferisse dolore alla schiena, alle spalle e ai piedi.

Le azioni compiute dal Bahrain contro Majeed violano le leggi del diritto internazionale, inclusa la Convenzione Contro la Tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (CAT), il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR) e il Patto internazionale relativo a questioni economiche, sociali e culturali Diritti (ICESCR), a ciascuno dei quali il Bahrein ha aderito. Gli articoli 2 e 11 del CAT proibiscono la tortura e i maltrattamenti e impongono agli Stati Membri di prevenire la tortura, nonché di indagare e punire i suoi esecutori.

Inoltre, l’arresto e la detenzione di Majeed senza un mandato violavano il suo diritto alla libertà e alla sicurezza, protetto ai sensi dell’articolo 9 dell’ICCPR. La condanna di Majeed, alla luce della sua confessione forzata ottenuta attraverso la tortura, è stata il prodotto di un processo iniquo ai sensi dell’articolo 14 dell’ICCPR, che dà diritto ad un’udienza pubblica ed equa da parte di un tribunale competente, indipendente e imparziale e all’articolo 15 del CAT, che garantisce che qualsiasi dichiarazione ottenuta a seguito di tortura sia revocata come prova in qualsiasi procedimento. Inoltre, l’articolo 12 dell’ICESCR include il diritto alla salute, in base al quale le autorità del Bahrein sono tenute a provvedere alle cure mediche di Majeed.

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