Nooh Abdulla AlAmroom
Arrestato in Bahrein

Nooh Abdulla AlAmroom, al momento del suo primo arresto avvenuto nel 2015, era solo uno studente di 17 anni. Venne rilasciato in attesa di essere processato, ma l’anno seguente fu nuovamente arrestato con capi d’accusa differenti. Da allora, le autorità del Bahrein lo hanno torturato e non gli hanno fornito cure mediche adeguate per i suoi denti e per altri dolori di cui soffre. Attualmente è detenuto presso la prigione di Jau.

Nel settembre del 2015, alle prime luci dell’alba, gli agenti arrestarono Nooh a casa sua con le accuse di riunione illegale e partecipazione a disordini. Il ragazzo venne detenuto per quattro mesi in carcerazione preventiva presso il centro di detenzione New Dry dock e in seguito rilasciato nel gennaio del 2016 in attesa di processo.

L’11 settembre 2016, funzionari della National Security Agency (NSA) arrestarono Nooh all’aeroporto mentre stava rientrando da un viaggio con la famiglia in Iran. Le autorità non mostrarono alcun mandato né menzionarono i capi d’accusa per i quali stavano procedendo all’arresto. Solo successivamente Nooh venne informato dal suo avvocato che era sospettato di aver impiantato una falsa bomba a forma di valigia in Zayed Street.

In seguito al suo arresto, gli agenti concessero a Nooh una sola telefonata prima di farlo sparire per alcuni giorni. Il ragazzo venne trattenuto presso il Criminal Investigations Directorate (CID) dove gli agenti lo torturarono picchiandolo in volto e in testa, abusarono verbalmente di lui e lo minacciarono costantemente, negandogli la possibilità di lavarsi o di avere vestiti puliti.

Le autorità del Bahrein negarono a Nooh la possibilità di avere un legale durante il suo interrogatorio e prima dell’udienza in tribunale. Il 28 marzo 2018, il tribunale ha riconosciuto Nooh colpevole per assemblea illegale, partecipazione a disordini e per aver impiantato una falsa bomba. Il giudice ha condannato il ragazzo a 11 anni in carcere, ridotti a 9 in appello. Nello stesso giorno, il giudice ha aggiunto 3 mesi alla sua condanna per fatti i fatti avvenuti nel 2015 (assemblea illegale e partecipazione a disordini).

Dopo la sua condanna, le condizioni di vita e la salute di Nooh sono peggiorate. Il ragazzo ha sostenuto che il personale della prigione ha costantemente molestato e deriso lui ed altri detenuti per motivi legati alla religione, interrompendo l’approvvigionamento idrico, impedendogli di lavarsi e causando disordini al fine di rinchiuderli in isolamento. Nooh ha dichiarato che le guardie hanno confiscato i suoi abiti, libri e penne e che lo hanno picchiato in testa e sullo stomaco al punto da non riuscire più a muoversi.

Nooh soffre di arrossamento degli occhi, dolori al ginocchio e danni ai denti dovuti alle percosse degli agenti. Inoltre, ha problemi nel dormire, causati dalla mancanza di igiene nelle celle della prigione e dai costanti dolori al corpo. Il personale della prigione nega a Nooh l’accesso alle cure mediche e, quando gli è concesso di visitare la clinica, gli vengono prescritti solo degli antidolorifici. La famiglia di Nooh ha denunciato al Difensore civico del Ministero degli Interni la mancanza di cure per i suoi denti, di acqua pulita e il sovraffollamento delle celle; tuttavia non è stata intrapresa alcuna azione per risolvere la situazione.

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