Qasim Ahmed AlMalki
Arrestato in Bahrein

Qasim Ahmed AlMalki, 23 anni, al momento del suo arresto era uno studente in business administration presso la Bahrain University. Le autorità del Bahrein lo hanno torturato e gli hanno negato la possibilità di consultare un avvocato. Attualmente è detenuto presso la prigione di Jau.

Il 13 marzo 2017, agenti con il passamontagna fecero irruzione a casa di Qasim mentre lui non era presente. Essi non erano in possesso di mandato e non menzionarono le motivazioni della perquisizione. Una volta resisi conto dell’assenza di Qasim, decisero di fare irruzione nella casa di membro della sua famiglia. In quella casa, gli agenti trovarono e arrestarono Qasim senza fornire alcuna spiegazione e senza avere un mandato.

Successivamente, gli agenti portarono Qasim in procura per interrogarlo. Il ragazzo ha sostenuto che durante il suo interrogatorio gli agenti lo hanno picchiato, torturato e denigrato il suo credo religioso al fine di estorcere informazioni. Inoltre, gli agenti minacciarono costantemente Qasim dicendogli che se non avesse confessato, le torture sarebbero diventate ancor più atroci. Pertanto, Qasim confessò di essersi unito ad una cellula terroristica, di aver seguito un corso di formazione religioso in Iran e di aver aiutato a creare il gruppo “Bahraini Hezbollah”. Inoltre, gli agenti hanno obbligato il ragazzo e firmare una confessione precompilata che sarebbe stata successivamente usata contro di lui durante il processo. Lungo tutto il periodo degli interrogatori, gli agenti non hanno permesso a Qasim di incontrare o parlare con il suo avvocato. Il solo momento in cui il ragazzo ha avuto questa possibilità è stato durante l’udienza in tribunale, ma per un periodo di tempo limitato.

Dopo due mesi, le autorità trasferirono Qasim presso il centro di detenzione Dry Dock, dove è rimasto per più di un anno. Il 18 aprile 2018, il tribunale ha ammesso come prova le confessioni forzate di Qasim e lo ha condannato a 17 anni di reclusione. Attualmente è detenuto nella prigione di Jau.

Le azioni compiute dal Bahrein contro Qasim violano il diritto internazionale, incluse la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (CIDCP), la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (UNCAT), alle quali il Bahrein ha aderito. Inoltre, il Bahrein ha contravvenuto ai principi del diritto internazionale enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (UDHR) non informando tempestivamente Qasim riguardo i capi d’accusa al momento del suo arresto e costringendolo a rilasciare una confessione forzata in seguito ad atti di tortura. Inoltre, negandogli un’adeguata consulenza legale e usando la sua confessione procurata attraverso la tortura come prova nel processo contro di lui, il Bahrein ha violato il diritto di Qasim ad un processo equo, come sancito dalla CIDCP e dall’UDHR.

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