Habib Hasan Yusuf
Arrestato in Bahrein

Habib Hasan Yusuf è un cittadino del Bahrein di 40 anni. Le autorità Bahreinite lo arrestarono nel 2017 senza essere in possesso di un mandato, lo torturarono al fine di estorcergli una falsa confessione e dovette subire ad un processo iniquo. È attualmente detenuto presso la prigione di Jau.

Il 6 giugno 2017, agenti in borghese tesero un agguato e arrestarono Habib, senza avere un mandato, mentre stava facendo la spesa per la sua famiglia presso il villaggio di West Eker. Solo in seguito Habib apprese che un amico lo aveva coinvolto in un caso criminale e che dunque era ricercato e tenuto sotto controllo dalla polizia già prima del suo arresto.

In seguito al suo arresto, le autorità trattennero Habib, impedendogli di comunicare con chiunque, e lo interrogarono per 25 giorni senza che ci fosse un legale presente. Gli agenti del Criminal Investigation Directorate (CID) inizialmente imputarono Habib di aver tenuto nascosto delle informazioni riguardo dei fuggiaschi, ma successivamente presentarono tre nuove accuse contro di lui.

Le torture che Habib ha dovuto subire gli hanno causato danni significativi tra cui una considerevole perdita di peso e infine egli dovette cedere e firmare una falsa confessione, che provò a smentire quando venne presentata al giudice. Habib crede in parte che le autorità lo abbiano torturato perché è uno Sciita.

Dopo 14 giorni di interrogatorio presso il CID, l’Office of Public Prosecution (OPP) ordinò al CID di rilasciare Habib, ma essi si rifiutarono. Un agente disse ad Habib che avrebbe passato il resto della sua vita in carcere; in seguito a questa minaccia, Habib venne imputato di tre ulteriori reati.

Superato il periodo dell’interrogatorio, le autorità trasferirono Habib presso il centro di detenzione preventiva di Dry Dock, dove rimase in attesa del processo. Le guardie negarono ad Habib la possibilità di incontrare il suo avvocato e gli negarono la possibilità di presentare prove in sua difesa o di contestare le prove presentate contro di lui. Inoltre, la Corte accettò la sua confessione come prova contro di lui durante il processo, nonostante il tentativo di Habib di ritirarla e di protestare riguardo il fatto che gli fosse stata estorta in seguito alle torture.

Il 19 febbraio 2019 il tribunale condannò Habib a 25 anni di carcere e gli revocò la nazionalità. Al momento Habib è detenuto nella prigione di Jau. La sua nazionalità venne ripristinata in seguito a decreto reale il 20 aprile 2019.

Il trattamento riservato ad Habib da parte del Bahrain è in violazione degli obblighi legali internazionali e degli standard internazionali. La Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (CIDCP) e la Dichiarazione universale dei diritti umani proibiscono l’arresto e la detenzione arbitraria delle persone. Allo stesso modo, la CIDCP Dichiarazione universale dei diritti umani stabiliscono che tutti hanno diritto ad avere il tempo e le risorse necessarie per preparare la propria difesa ed avere una consulenza legale. La CIDCP stabilisce che coloro i quali sono stati messi agli arresti in seguito ad accuse penali debbano essere prontamente portati di fronte ad un giudice, mentre la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (UNCAT) proibisce l’uso della tortura come mezzo per estorcere confessioni. Inoltre, la Dichiarazione universale dei diritti umani e la CIDCP stabiliscono che tutti abbiano diritto a un giusto processo.

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