Ali Mahdi Alaiwi
Arrestato in Bahrein

Ali Mahdi Alaiwi era uno studente del Bahrein e aveva solo 17 anni quando venne arrestato, senza mandato, e condannato in un processo iniquo. Attualmente Ali è detenuto presso la prigione di Jau, dove ha recentemente sofferto di problemi di salute.

 

Il 22 maggio 2013, agenti di polizia in divisa e agenti in tenuta antisommossa, così come agenti con passamontagna e in borghese, fecero irruzione presso casa di Ali alle prime luci del mattino, mentre gli inquilini della casa erano ancora addormentati, e arrestarono Ali senza presentare un mandato o menzionare le ragioni del suo arresto.

Gli ufficiali affermarono che avrebbero portato via Ali per interrogarlo e che, nel caso in cui non ci fossero stati motivi per trattenerlo, lo avrebbero rilasciato. Tuttavia, dopo il suo arresto, gli agenti fecero sparire Ali, lo interrogarono presso il Criminal Investigation Directorate (CID) e successivamente lo trasferirono presso il centro di detenzione preventiva di Dry Dock. Il tribunale gli assegnò un avvocato; tuttavia, la Corte impedì al legale di comunicare con Ali, che dunque non poté assistere al suo interrogatorio.

Inizialmente, Ali venne solo accusato di aver provocato un incendio doloso. Tuttavia, dopo un lungo periodo detentivo, il ragazzo venne citato per nuove accuse, quali assemblea illegale, sommossa, incendio doloso (incluso l’aver bruciato pneumatici) e l’aggressione di un ufficiale di sicurezza. Il 1° aprile 2014 Ali venne condannato a 3 anni di prigione per ognuno dei primi tre casi (incendio doloso, assemblea illegale e l’aver bruciato pneumatici) e un anno per l’aggressione, per un totale di dieci anni di carcere. Il 2 aprile 2014 fu trasferito presso la prigione di Jau, dove venne detenuto con altri minori. Il 28 settembre 2014, la Corte d’Appello confermò la sentenza riguardante l’assemblea illegale e l’incendio doloso.

In seguito agli eventi occorsi nel marzo del 2015 presso la prigione di Jau, durante i quali le forze di sicurezza Bahreinite utilizzarono gas lacrimogeni e malmenarono i detenuti nel tentativo di reprimere gli scontri scoppiati durante le visite familiari e sottoposero i prigionieri a una punizione collettiva, Ali venne trasferito presso New Dry Dock, la sezione della prigione di Jau per i detenuti minori di 21 anni d’età, dove rimase per circa due anni. Dopo aver compiuto 21 anni, Ali venne trasferito insieme ai prigionieri adulti. Recentemente ad Ali è stato impedito di avere contatti con il mondo esterno per un periodo di circa quattro settimane, tra la fine di gennaio 2019 e il 27 febbraio 2019.

La famiglia di Ali riporta che il ragazzo è “psicologicamente stanco”. Ali è diventato irascibile, alza la voce per alcun apparente motivo, litiga con i suoi compagni di cella e recentemente ha rifiutato le visite familiari. Inoltre, la famiglia ha riportato che Ali soffre di allucinazioni e potrebbe essere affetto da Tricotillomania, in quanto ha iniziato a radersi le sopracciglia e a strapparsi le ciglia. Ali non era affetto da alcuna condizione medica prima del carcere.

Il 24 febbraio 2019, la famiglia presentò reclamo presso il Difensore civico del Ministero dell’Interno, nel quale chiese che Ali venisse visitato da uno psicologo specialista o da un neurologo per gli attacchi d’ansia che di cui ha sofferto, nonché del suo deterioramento dello stato mentale. Ali ha precedentemente sofferto di emicranie ed epistassi, ma non accettò alcun trattamento dal personale della prigione. Intorno al 26 marzo 2019, l’avvocato di famiglia presentò un esposto presso l’ufficio del pubblico ministero sollecitando che Ali fosse visitato da uno psicologo. L’8 aprile 2019, la richiesta dell’avvocato fu accettata. Tuttavia, a maggio 2019, le autorità penitenziarie non hanno intrapreso alcuna azione per consentire ad Ali di essere visto da un professionista della salute mentale.

Il 14 marzo 2019 la famiglia ha presentato un reclamo presso il National Institution for Human Rights (NIHR) riguardante le condizioni della detenzione di Ali. Lo stesso giorno, la famiglia aveva una visita programmata con il ragazzo, tuttavia le autorità penitenziarie riferirono che Ali era impossibilitato a ricevere visite a causa di una disputa con una guardia e per una lite avuta con un altro detenuto. Il 22 aprile 2019 il NIHR informò la madre di Ali che la richiesta di far visitare Ali da uno psichiatra era stata accettata; tuttavia non le fu data alcuna data specifica per un appuntamento.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *