Jasim Ahmed Dharab
Arrestato in Bahrein

Jasim Ahmed Dharab, 21 anni, è uno studente presso la Bahraini University. Venne arrestato e torturato dalle autorità Bahreinite e fu condannato in seguito a un processo iniquo. Jasim era uno dei 14 individui condannati nel caso “February 14 Coalition”, in riferimento ad un gruppo online che le autorità del Bahrein hanno etichettato come organizzazione terroristica. Al momento è detenuto presso New Dry Dock, la sezione del carcere di Jau riservato ai minori di 21 anni.

Jasim venne inizialmente arrestato il 25 gennaio 2015 e accusato per assemblea illegale e disordini. Venne assolto riguardo le accuse di assemblea illegale e condannato a quattro mesi per il secondo capo d’imputazione, per il quale ha scontato la sua pena. In seguito al suo rilascio, nel 2017 è stato condannato in contumacia per nuove accuse riguardanti disordini.

Il 26 febbraio 2018, agenti di polizia in tenuta antisommossa e in borghese hanno arrestato Jasim presso la casa di un parente di un suo amico, insieme ad altri due individui. Gli agenti li hanno arrestati senza essere in possesso di un mandato e non hanno dato loro alcuna spiegazione riguardo i motivi dell’arresto. Secondo i rapporti, anche i veicoli della National Security Agency (NSA) erano presenti sulla scena.

Gli agenti portarono Jasim presso il Criminal Investigations Directorate (CID), dove gli impedirono di avere contatti con il mondo esterno per circa dieci giorni e dove fu interrogato per due settimane, durante le quali Jasim fu torturato e maltrattato. Il 6 marzo 2018 Jasim fu portato presso l’Office of Public Prosecution (OPP), accusato di numerosi crimini e in seguito trasferito presso il centro di detenzione preventiva di Dry Dock.

Jasim fu imputato, tra le varie accuse, nel caso “February 14 Coalition”, ossia di aver preso parte a un gruppo o organizzazione il cui scopo era quello di violare la legge o la violazione dei diritti e della libertà, fabbricando esplosivi (ad esempio bombe Molotov) e di assemblea illegale al fine di commettere crimini e violazioni della sicurezza. Inoltre, Jasim venne successivamente accusato di aver ospitato un fuggitivo, di incendio doloso e di aver fatto esplodere un’auto e due accuse aggiuntive riguardanti assemblea illegale.

In alcune delle cause intentate contro di lui, Jasim non fu assistito da alcun legale. Nei casi in cui gli fu concesso di avere un avvocato, non gli fu permesso di incontrarlo e non gli fu concesso sufficiente tempo e mezzi per prepararsi per il processo, ragion per cui non fu in grado di presentare prove o di fare ricorso contro le prove presentate a suo carico. Inoltre, il suo avvocato non poté presenziare ai suoi interrogatori e Jasim non fu portato prontamente dinanzi un giudice. A Jasim fu impedito di presenziare alla maggior parte delle udienze; nonostante si presentasse, le autorità non gli consentivano di partecipare e nei verbali riportarono falsità scrivendo che Jasim “si era rifiutato” di prendere parte alle udienze.

Il 27 dicembre 2018, Jasim fu condannato a sette anni di carcere e gli venne revocata la cittadinanza in seguito alle accuse legate al caso “February 14 Coalition”; tuttavia, Jasim fu uno dei 551 individui la cui cittadinanza venne ripristinata il 20 arpile 2019. Il 30 dicembre 2018 alla sua pena si aggiunsero tre anni per l’accusa legata all’aver ospitato un fuggitivo. In totale Jasim fu condannato a più di venti anni di carcere, ridotti a diciassette anni in appello. La sentenza riguardo il caso “February 14 Coalition” fu confermata il 12 maggio 2019.

Jasim è attualmente detenuto in isolamento, nel quale ha passato gli ultimi sei mesi. Ha inoltre affermato che gli è concesso di utilizzare il bagno solo una volta al giorno in un orario specifico e che è rinchiuso in una stanza senza aria condizionata.

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