Mohamed Ahmed Isa
Arrestato in Bahrein

Mohamed Ahmed Isa, un cittadino del Bahrein di 25 anni, è stato arrestato e torturato dalle autorità, sottoposto a processo iniquo e condannato per cause politiche risalenti al periodo tra il 2016 e il 2018. Al momento è detenuto nel carcere di Jau.

Il 13 maggio 2016, agenti in uniforme e in borghese hanno arrestato Mohamed senza esibire un mandato d’arresto durante un’irruzione a casa sua. Le autorità lo hanno sottoposto a sparizione forzata per sei mesi, durante i quali è stato detenuto alla Direzione delle Indagini Criminali, al carcere di Jau e alla stazione di polizia di al-Hadd, prima di essere trasferito al centro di detenzione di Dry Dock.

Mentre interrogavano Mohamed, gli agenti dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza lo hanno torturato per estorcergli una confessione e delle informazioni sui suoi account social. I metodi di tortura utilizzati prevedevano denudarlo dei suoi vestiti, percosse e minacce. Gli agenti lo hanno anche rinchiuso nella sua cella a temperature bassissime finche non ha perso conoscenza e lo hanno bagnato con acqua fredda. Di conseguenza, Mohamed ha avuto delle convulsioni legate alla sua anemia falciforme ed è stato trasferito all’ospedale AlQalaa del Ministero dell’Interno. Data la gravità delle sue condizioni è stato trasferito all’ospedale di Salmaniya. La confessione estortagli sotto tortura è stata usata contro di lui durante il processo con altre confessioni estorte ad altri imputati.

La Pubblica Accusa lo ha accusato di due cose: un incidente risalente al 20 febbraio 2016 vicino alla base militare di Sitra che lo avrebbe visto coinvolto per assembramento illegale, proteste, incendio doloso e aver posizionato un esplosivo, per possesso di materiale infiammabile e aver ripreso l’incidente e postato su Youtube; il secondo incidente, risalente al 27 febbraio 2016, in una strada della zona industriale di Sitra, che l’avrebbe visto coinvolto per assembramento illegale, proteste, aver bruciato delle gomme, possesso di materiale infiammabile e aver ripreso l’incidente e postato su Youtube. Il 5 gennaio 2017 Mohamed è stato condannato a cinque anni di reclusione per il primo caso e il 27 febbraio 2017 ad altri cinque per il secondo. Il 27 settembre 2018 entrambe le sentenze sono state confermate in appello. Un appello alla Corte di Cassazione deve essere messo in programma.

Le autorità del Bahrein hanno anche impedito a Mohamed di prepararsi adeguatamente al processo e di vedere un avvocato. La prima volta che Mohamed ha richiesto un incontro con il suo avvocato, gli agenti lo hanno torturato, quindi ha sempre evitato di chiederlo una seconda volta. Le autorità non lo hanno condotto da un giudice a tempo debito e gli hanno impedito di portare prove a suo favore. A causa delle sue condizioni mediche, la sua salute rimane a rischio, dato che le autorità rifiutano di fornirgli ciò di cui ha bisogno, tra cui appuntamenti dal medico, medicinali, abiti cadi, acqua calda per lavarsi e pasti speciali.

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