Sayed Hashem Alawi
Arrestato in Bahrein

Sayed Hashem Alawi è uno studente di 22 anni dell’Università del Bahrein. È stato arrestato e torturato dalle autorità ed è stato sottoposto a processo iniquo. Sayed è stato il primo imputato di 14 nel caso della “February 14 Coalition”, che fa riferimento a un gruppo online informale che il governo del Bahrein ha definito come terrorista. Al momento è detenuto nel carcere di Jau.

Il 17 maggio 2017, Sayed Hashem è stato convocato in tribunale con accuse di assembramento illegale e manifattura di esplosivi. Sayed Hashem non si è presentato ed è diventato un ricercato dalla autorità. Il 26 febbraio 2018, in un caso separato, agenti della polizia antisommossa, alcuni con una maschera, lo hanno arrestato mentre si trovava a casa di un parente, insieme ad altri due individui. Gli agenti non hanno fornito un mandato di arresto né un motivo per esso. Secondo alcune testimonianze erano presenti anche veicoli dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale.

Gli agenti hanno portato Sayed Hashem alla Direzione delle Indagini Criminali, dove lo hanno interrogato per due settimane, durante le quali lo hanno torturato per estorcergli una confessione. Al suo avvocato non è stato concesso di essere presente durante gli interrogatori. Gli agenti lo hanno bendato e ammanettato per tutta la durata dell’interrogatorio e lo hanno picchiato su tutto il corpo. Infine, lo hanno costretto a firmare una confessione mentre era bendato, che è stata poi usato contro di lui durante il processo. Come conseguenza delle torture inflittegli, Sayed Hashem soffre di dolori alla schiena e ha una ferita in bocca. Le autorità carcerarie hanno negato la sua richiesta di vedere un medico.

Sayed Hashem è stato portato all’ufficio del Procuratore due settimane dopo il suo arresto e, in seguito, è stato trasferito al centro di detenzione di Dy Dock. Sayed Hashem non è stato portato immediatamente da un giudice e durante l’intero periodo gli è stato impedito di vedere il suo avvocato, impedendogli di prepararsi in modo adeguato per il processo.

Sayed Hashem è stato accusato di aver partecipato alla “February 14 Coalition”, aver nascosto un individuo ricercato dalla polizia (uno dei due arrestati con lui), aver filmato un’auto in fiamme, aver fondato e finanziato un gruppo terroristico e di spionaggio. Il 27 luglio 2018, è stato condannato a cinque anni di reclusione per il video all’auto in fiamme; il 30 settembre 2018 a tre anni per aver nascosto l’individuo ricercato; il 27 dicembre 2018 all’ergastolo a alla revoca della cittadinanza per l’accusa relativa alla “February 14 Coalition”. Le condanne sono state confermate in appello.

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