Ahmed Hasan Kadhem
Arrestato in Bahrein

Ahmed Hasan Kadhem è un cittadino del Bahrein di 27 anni. Dal suo arresto arbitrario nel 2015 e detenzione nel 2016, le autorità del Bahrein lo hanno sottoposto a torture, maltrattamenti e processo iniquo. Al momento è detenuto presso il carcere di Jau.

 

Il 14 giugno 2015, gli agenti della Direzione delle Indagini Criminali hanno arrestato Ahmed da casa sua senza un mandato d’arresto. Gli agenti lo hanno trasferito alla Direzione, dove lo hanno detenuto per due giorni. Durante la sua detenzione, gli agenti lo hanno picchiato, preso a calci e schiaffeggiato in faccia più volte finché non ha confessato i reati. Hanno anche minacciato di sottoporlo ad elettro shock in caso non avesse confessato. Dopo il secondo giorno, gli agenti lo hanno trasferito al centro di detenzione di Dry Dock dove è stato detenuto per sei mesi per accuse di incendio doloso, vandalismo, assembramento illegale e fabbricazione di bombe Molotov. Lì, è stato sottoposto a maltrattamenti, che includono restrizioni alle visite familiari e uso del telefono. Quando gli è stato finalmente concesso di vedere la sua famiglia, ha avuto solamente trenta minuti di tempo con loro ed erano separati da una barriera.

Il 20 ottobre 2015, Ahmed è stato rilasciato su cauzione di 200 dinari del Bahrein in attesa del processo. Il 26 aprile 2016, la Quarta Alta Corte Penale ha condannato Ahmed a cinque anni di reclusione, poi ridotti a tre in appello a febbraio 2019. Ahmed non era presente in tribunale al momento della sentenza, ma è stato il suo avvocato ad informarlo. Appresa la notizia, Ahmed si è dato alla macchia.

Dopo la sentenza di aprile 2016, le forze di sicurezza hanno più volte fatto irruzione a casa di Ahmed sperando di trovarlo. Il 29 luglio 2017, agenti in borghese legati alla Direzione delle Indagini Criminali e al Commando delle Forze Speciali di Sicurezza hanno fatto irruzione a casa di Ahmed si trovava lì e lo hanno arrestato e trasferito alla Direzione. Lì, gli è stato concesso di chiamare la sua famiglia per pochi minuti per informarli della sua posizione. Dopo due giorni, gli agenti lo hanno arrestato e trasferito alla prigione di Jau per fargli scontare la sua pena.

Il 29 agosto 2018, Ahmed è stato portato all’ufficio della Pubblica Accusa senza un avvocato ed è stato interrogato a proposito del suo presunto coinvolgimento con un gruppo che le autorità hanno denominato “Hezbollah del Bahrein”. Lo stesso giorno, gli agenti lo hanno accusato di essere un membro di questo gruppo, cosa che Ahmed ha appreso solo dopo l’inizio del processo quando ha visto il suo nome sulla lista degli imputati. Ahmed ha negato le accuse, ma non ha avuto tempo sufficiente per prepararsi adeguatamente con il suo avvocato, dato che il processo era già iniziato. Durante il processo, gli agenti hanno negato ad Ahmed di entrare in aula, obbligandolo a rimanere sul bus per l’intera durata delle sedute. Il 16 aprile 2019, la Quarta Alta Corte Penale ha condannato Ahmed a sette anni di reclusione e alla revoca della cittadinanza per il coinvolgimento con “Hezbollah del Bahrein”. Il 21 aprile 2019, Ahmed è stato uno dei 551 individui a riottenere la cittadinanza grazie a un decreto reale. Il 30 giugno 2019, la sua sentenza è stata confermata in appello.

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