Ali Hasan Ali
Arrestato in Bahrein

Ali Hasan Ali è un cittadino del Bahrein di 22 anni che è stato arrestato, torturato e condannato ad un totale di 23 anni di reclusione durante una serie di processi iniqui. Ali è al momento detenuto nel carcere di Jau.

Il 22 ottobre 2012, la polizia ha arrestato Ali, che all’epoca aveva solamente 15 anni, vicino alla moschea di AlKhawaja nel centro di Manama, in seguito a delle proteste per il diritto di autodeterminazione. La polizia lo ha rilasciato dopo che i genitori di Ali hanno pagato una cauzione, ma subito dopo è stato accusato di assembramento illegale e condannato a sei mesi di reclusione. Ali, tuttavia, ha rifiutato di consegnarsi alle autorità ed è diventato un fuggitivo.

Verso la fine di giugno 2015, la polizia ha fatto irruzione a casa di Ali, ma Ali è riuscito a scappare prima di essere arrestato. Quando la famiglia di Ali ha domandato alla polizia il motivo dell’irruzione, quest’ultima li ha minacciati di consegnar loro Ali senza fornire una motivazione, loro hanno rifiutato.

Il 1° luglio 2015, degli agenti della squadra antisommossa del Ministero dell’Interno e agenti in borghese, con l’aggiunto di un elicottero di supporto, hanno fatto irruzione e arrestato Ali da una casa a Wadyan, dove Ali era in visita da amici. Uno degli amici di Ali aveva concordato la sua permanenza lì in scambio di denaro. La polizia non ha fornito un mandato né un motivo di arresto.

Dopo l’arresto di Ali, le autorità lo hanno sottoposto a sparizione forzata per due settimane e hanno rifiutato di dare ai suoi familiari delle informazioni sulla sua posizione. La polizia lo ha accusato di aver attaccato una stazione di polizia e un agente, di avere acquistato bombe Molotov, di assembramento illegale e di aver attaccato un mercato locale.

Il 4 luglio 2015, la polizia ha trasferito Ali presso l’ufficio della Procuratore Pubblico. Lì, lo hanno interrogato e torturato, picchiandolo violentemente e facendo foto e video mentre era nudo. Inoltre, gli hanno negato di pregare e lo picchiavano ogni qualvolta provasse ad andare in bagno, cosa che ha gli ha causato sanguinamenti mentre urinava per le due settimane successive. La polizia lo ha anche obbligato a firmare dei documenti che secondo Ali contenevano una confessione. Hanno poi fatto delle foto ad Ali con in mano delle bombe Molotov. Lo hanno poi trasferito al centro di detenzione di Dry Dock dove gli è stato negato di parlare con un avvocato e di contattare i suoi familiari per le sei settimane successive al suo arresto.

Le accuse di Ali sono state divise in sette processi, durante i quali i giudici non gli hanno consentito di parlare. È stato condannato ad un totale di 27 anni di reclusione. Molte delle sue sentenze sono state ridotte in appello, anche se alcuni appelli sono stati respinti. Il totale attuale è quindi di 23 anni di reclusione.

L’8 settembre 2018, un dottore del Ministero della Salute ha diagnosticato ad Ali un’infezione all’orecchio e ha inserito un tubo nell’orecchio. Tuttavia, il tubo è successivamente uscito dall’orecchio a causa di ulteriori torture da parte degli agenti penitenziari e Ali non è in grado di sentire bene. Ali soffre anche di acidità di stomaco a causa di un’operazione all’appendice e un’ernia risalente a prima del suo arresto. A causa di questo dolore, non può magiare cibi che contengono grassi o legumi, ma gli agenti penitenziari hanno rifiutato di fornirgli il cibo adeguato.

La famiglia di Ali ha deposto vari reclami presso l’Ombudsman del Ministero dell’Interno e l’Istituto Nazionale di Dritti Umani per sottolineare la mancanza di cibo appropriato e il rifiuto delle autorità penitenziarie di fornirgli le cure mediche necessarie. Il 17 settembre 2019, Ali ha chiamato i suoi genitori e ha detto loro che le guardie penitenziarie hanno nuovamente rifiutato di fornirgli dei pasti adeguati e che, ogni volta che li domanda, lo mettono in isolamento.

Ali rimane detenuto presso il carcere di Jau.

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