Hasan Abdulameer AlMeshaimea
Arrestato in Bahrein

Hasan Abdulameer AlMeshaimea è un ex-studente di vent’anni che è stato arrestato più volte dal 2012, spesso per accuse di assembramento illegale, relativo a delle manifestazioni per la democrazia. È stato sottoposto a torture, condannato in un processo iniquo e gli sono state negate le cure mediche in carcere.

Hasan è stato arrestato l’ultima volta l’anno scorso il 22 novembre 2018, da agenti in borghese e agenti del Ministero dell’Interno. Nessuno di loro ha esibito un mandato d’arresto o fornito un motivo per esso. Dopo l’arresto, è stato portato al Centro delle Indagini Criminali e accusato di assembramento illegale. Dopo due settimane, è stato trasferito al centro di detenzione di Dry Dock, dove è stato detenuto per sei mesi. In seguito, è stato ritrasferito presso il Centro delle Indagini Criminali. È stato poi accusato di avere attaccato una pattuglia della polizia antisommossa e non gli è stato concesso di avere un avvocato durante l’interrogatorio.

Al Centro delle Indagini Criminali, Hasan è stato sottoposto a varie forme di tortura per le quali è stato picchiato e costretto a rimanere in piedi per periodi di tempo prolungati. Si crede sia stato torturato nel tentativo di estorcergli una confessione.

Il 30 aprile 2019, Hasan è stato condannato ad un anno di reclusione per l’accusa di assembramento illegale, a un anno e mezzo per l’accusa di aver attaccato la pattuglia e a tre anni per terrorismo. Gli è stato concesso incontrare i suoi avvocati solamente in tribunale. Il 28 ottobre 2019, la sua condanna è stata confermata in appello. Al momento è detenuto presso il nuovo Dry Dock, l’ala del carcere di Jau riservata ai detenuti minori di 21 anni.

Durante la sua detenzione gli sono state regolarmente negate le cure mediche. Hasan soffre di problemi alla vista, ai denti e ha dei pallini da fucile nelle mani e nelle gambe da quando la polizia sparò sulla folla per disperderla durante le proteste del 2011 e 2012. Ha domandato di vedere un medico più volte e il 28 ottobre 2019 è stato portato al complesso medico di Salmaniya, dove però non è stato sottoposto all’operazione necessaria per rimuovere i pallini. Ha deposto molteplici reclami all’Ombudsman del Ministero dell’Interno e all’Istituto Nazionale dei Diritti Umani, senza ricevere risposte.

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