Mohamed Ahmed Husain Ahmed
Arrestato in Bahrein

Verso le 5 del pomeriggio del 26 giugno 2018, a soli 18 anni, Mohamed è stato arrestato con la forza da civili mascherati mentre guidava verso casa. Nel corso del suo tragitto, è stato ripetutamente circondato da veicoli civili anonimi, che lo hanno costretto a guidare verso un luogo sconosciuto.

Dopo averlo prelevato dal veicolo, è stato preso da ufficiali della Direzione investigativa criminale (CID). Contro le disposizioni della Costituzione del Bahrein e del Codice di Procedura penale del Bahrein, che richiedono un mandato d’arresto firmato da un’autorità giudiziaria che contenga informazioni riguardanti le cause dell’arresto e i capi d’accusa, Mohamed è stato lasciato al buio. In aggiunta, contravvenendo a obblighi internazionali e domestici e in forte violazione dei principi della certezza del diritto e dell’habeas corpus, Mohamed è stato costretto ad aspettare per 48 ore prima di essere portato davanti ad un giudice.

Dopo essere stato portato davanti ad un giudice ed arrestato ufficialmente, Mohamed è stato accusato per molteplici reati, tra i quali capi d’accusa che cancellano la sua libertà di assemblea. Infatti, è stato accusato di essere parte della Coalizione giovanile del 14 febbraio e del partito AlWafa, nonché di assemblea illegale. È anche stato accusato di essere in possesso di bottiglie Molotov.

Peraltro, subito dopo il suo arresto Mohamed è stato fatto scomparire per 20 giorni, durante i quali non ha avuto alcun contatto con la sua famiglia, ignara di dove fosse. Solo dopo 22 giorni dal suo arresto gli è stato concesso contattare la sua famiglia.

Durante i 20 giorni in cui è stato fatto scomparire ed interrogato, Mohamed era spostato di continuo dal CID alla prigione di Jau. Il suo legale non è mai stato presente ai suoi interrogatori.

Per tutto il tempo del suo interrogatorio, Mohamed è stato torturato e abusato, subendo, tra le altre, stupro, costrizione a stare in piedi per lunghi periodi di tempo, pestaggi e insulti da parte di ufficiali del CID e del Servizio di sicurezza nazionale. Alla fine le violenze hanno costretto Mohamed a firmare una confessione forzata nella quale ha ammesso tutte le accuse.

Per via dei pestaggi, Mohamed ha subito un infortunio ad una gamba, per il quale ha richiesto varie volte assistenza medica. Nonostante abbia reclamato dolore, ci sono voluto 9 mesi di richiesta costante di assistenza medica perché Mohamed fosse portato all’ospedale Al Khalifa, dove gli è stato fornito un antidolorifico. Anche se è stata richiesta e ordinata una lastra all’ospedale di AlSalmaniya, ad oggi non ne è stata fatta alcuna. Per ciò, Mohamed oggi soffre ancora per il suo infortunio alla gamba.

L’11 dicembre 2019 Mohamed è stato condannato all’ergastolo e una multa di 100.000 dinari bahreiniti, l’equivalente di 26.5310 USD.

Mohamed è andato in appello e la sua udienza è prevista per il 24 febbraio 2020, ma rimane in prigione nel nuovo centro di detenzione di Dry Dock, blocco 6, nonostante sia stato arrestato illegalmente, il suo interrogatorio prolungato, e le torture.

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