Arrestato in Bahrain

Husain Ali Mohamed è uno studente delle superiori in Bahrain. È stato arrestato la prima volta ad 11 anni, quando è stato trattenuto per una settimana senza alcun motivo. È stato arrestato di nuovo a 13 anni e a 17 anni, proprio mentre stava svolgendo la maturità. Si trova ora rimane nella carcere di Dry Dock.

Il 18 gennaio 2019, agenti in borghese hanno fatto irruzione nella casa di Husain e della sua famiglia a Bani Jamra. Non hanno fornito alcun motivo per il suo arresto né un mandato.  Hanno portato via Husain e lo hanno fatto “sparire” per 12 giorni, durante i quali la famiglia non ha avuto alcune notizie fino a quando non hanno ricevuto una telefonata dalla Direzione Investigazioni Criminali (CID) per portargli vestiti e sapone. Husain è stato interrogato al CID dal giorno dell’arresto per 20 giorni. La sua famiglia ritiene che le indagini fossero dovute all’accusa di incendio doloso di pneumatici. Durante le indagini è stato bendato, sottoposto a maltrattamenti e torturato. È stato picchiato, schiaffeggiato, costretto a gattonare e sottoposto a scosse elettriche sulle gambe per ottenere la confessione. Husain non ha confessato. L’ufficiale che stava indagando con lui gli chiese di lavorare con loro come informatore e lui accettò. Dopo 20 giorni, Husain è stato trasferito al centro di Dry Dock. Il 24 febbraio 2019 la Procura ha deciso di rilasciare Husain e conservare il fascicolo per non conoscere l’autore del reato.

Husain è stato arrestato un’altra volta il 30 aprile 2019: un messaggio è stato inviato sul suo telefono ordinandogli di andare al CID con il suo tutore legale. Accompagnato da suo padre che è stato costretto a lasciarlo sulla porta d’entrata del CID, Husain è stato arrestato, detenuto ed interrogato per circa 20 giorni. Le autorità non hanno fornito alcun motivo per convocare Husain al CID e arrestarlo. Durante le indagini è stato picchiato, sottoposto a maltrattamenti, insultato e sottoposto a scosse elettriche sul collo dallo stesso ufficiale che lo ha interrogato e torturato dopo il suo primo arresto. Husain ha confessato sotto tortura. Dopo 20-21 giorni dal suo arresto, il 20-21 maggio, Husain è stato trasferito al centro di detenzione di Dry Dock per sei mesi.

La famiglia, ancora non a conoscenza delle accuse contro Husain, pensava riguardassero l’interruzione del traffico in strada, cosa per cui bisogna pagare una multa. Tuttavia, dopo aver pagato, le autorità hanno dichiarato che Husain è stato anche accusato di produrre una bomba finta, incendio doloso di pneumatici e aggressione di poliziotti. Il 30 ottobre 2019, la Quarta Alta Corte penale ha emesso una sentenza che ha condannato Husain a due anni di carcere. Il 30 dicembre 2019, la Corte d’appello ha confermato la sentenza.

Il suo avvocato non ha potuto partecipare alle sue indagini, ad eccezione delle udienze giudiziarie relative al secondo arresto. Husain non è stato portato prontamente davanti a un giudice. Suo padre ha testimoniato davanti al tribunale, affermando che Husain era a casa sua alla data dell’incidente di cui è stato accusato. Dopo il secondo arresto, Husain è stato in grado di contattare la sua famiglia solo un mese dopo l’arresto. La confessione ottenuta sotto tortura per il secondo arresto è stata usata contro di lui durante il processo. La sua famiglia ha riferito che Husain è stato insultato a causa della sua setta religiosa.

Husain aveva lividi sulle gambe e sulla schiena e diversi segni risultanti da folgorazione e tortura. Non ha ricevuto alcun trattamento per questo. Rimane nel carcere di New Dry Dock, per detenuti di età inferiore a 21 anni, che è sotto l’amministrazione della prigione di Jau.

Il trattamento di Husain è una notevole violazione degli obblighi internazionali in materia di diritti umani del Bahrain ai sensi del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e della Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (CAT), convenzioni di cui il Bahrein è firmatario. Husain è un minore, tutti gli arresti erano ingiustificati, ed è stato sottoposto a sparizione forzata e torturato all’età di 17 anni. Per i suddetti motivi, gli arresti, le detenzioni arbitrarie, gli interrogatori e i processi di Husain violano gli articoli 7, 9, 10, 14 e 17. La sua famiglia crede che sia stato torturato a causa della religione di appartenenza, che costituisce una violazione degli articoli 18, 19, 21 e 22 dell’ICCPR.

Husain è uno studente delle superiori che non ha potuto finire le superiori a causa delle detenzioni arbitrarie; non è stato trattato con dignità, è stato invece sottoposto a sparizione forzata e tortura, che costituisce una violazione significativa del CAT. Come minorenne, il trattamento di Husain è anche una colossale violazione della Convenzione per i Diritti dell’Infanzia (Convention for the Rights of the Child), di cui il Bahrein è parte dal 1989.

Americans for Democracy & Human Rights in Bahrain chiedono al governo del Bahrein di condurre qualsiasi nuovo processo in conformità con gli standard internazionali per un processo equo. Inoltre, ADHRB invita il governo, senza ulteriori indugi, a indagare sulle accuse di tortura di Husain, al fine di ritenere responsabili gli autori.

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